Origini del Buddhismo Mahayana

Tra il I e il II secolo d.C. si sviluppò un grande movimento all’interno del buddhismo primitivo. La rivoluzione, rappresentata da un’intensa produzione letteraria, non fu omogenea e iniziò all’interno delle numerose sette buddhiste indiane. Dall’ideale individualistico dell’arhat (illuminati), che costituivano una sorta di aristocrazia spirituale, prende piede il movimento Mahayana, il grande vascello, che ebbe ampia diffusione nell’Asia settentrionale e orientale, contrapponendosi all’Hinayana. Definito con intento polemico, dai seguaci del Mahayana, piccolo vascello, l’Hinayana precludeva ai laici una piena partecipazione alla vita religiosa e la possibilità della salvezza, consentendo, solo a un’élite spirituale, di compiere “la traversata” verso il nirvana. Il Mahayana, al contrario, si rivolgeva sia ai monaci che ai laici e perseguiva l’obiettivo della liberazione di tutti gli esseri dalla sofferenza, senza distinzione alcuna.

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